Il video è stupendo,
Un uomo che ha preso uno zainetto, la sua voglia di viaggiare e una telecamera.
Ha conquistato il mondo di youtube con questo video, vincendo molti premi che lo han aiutato ad avere diversi sponsor per questo suo sogno.
Guardatelo e immaginate a quante persone ha conosciuto, a quanti posti ha visitato e quanto è cresciuto.
Non so voi ma io ad ogni viaggio che faccio, ad ogni ritorno sono una persona diversa.
Cresco, cambio, i miei punti di vista vengono messi in discussione da quelli di altre persone con religione e mentalità diversa dalla mia.
Il viaggio è qualcosa di entusiasmante, fosse per me viaggerei sempre.
Il solo scopo dei soldi sarebbe quello di dover viaggiare.
Ma vi rendete conto di quanti posti anche ci sono da vedere, esplorare e scoprire, delle persone che lo popolano?
Quando sono tornata in Italia la mia valigia è rimasta chiusa una settimana.
Cercavo in qualche modo di scappare di nuovo, di andarmene.
Restare ferma non è da me, non volevo rimanere qui, volevo tornarmene via.
Che voglia di viaggiare ragazzi, che voglia di scoprire.
Il sito di Matt
Voi? Avete viaggiato tanto? Siete cambiati?
Dove vorreste vivere?
"L'amore dura tre anni" di Frédéric Beigbeder

La nostra generazione è troppo superficiale per il matrimonio. Ci si sposa come si va al McDonald's. Poi, si fa zapping. Come vorreste che si restasse tutta la vita con la stessa persona nella società dello zapping generalizzato? In tempi in cui le star, gli uomini politici, le arti, i sessi, le religioni sono più intercambiabili che mai, perché il sentimento amoroso dovrebbe fare eccezione alla schizofrenia generale?
E poi prima di tutto da dove ci viene questa strana ossessione di ingeniarci ad ogni costo per essere felici con una sola persona?
Su 558 tipi di società umane solo il 24% è monogama, la maggior parte della specie animale è poligama.
Il matrimonio è caviale a ogni pasto: un'indigestione di ciò che adorate, fino alla nausea. "Su, prendetene ancora un po'... Come? Non ne potete più? Ma se lo trovavate delizioso poco fa, che vi succede, si può sapere?".
La potenza dell'amore, il suo incredibile potere, doveva terrorizzare la società occidentale a tal punto da farle creare questo sistema mirato a disgustarvi di ciò che amate.
Un ricercatore americano ha recentemente dimostrato che l’infedeltà’ è biologica. L’infedeltà’ secondo questo celebre scienziato e’ una strategia genetica atta a favorire la sopravvivenza della specie.
Immaginatevi la scena. “Amore, non ti ho tradito per un mio piacere personale, l’ho fatto per la sopravvivenza della specie. Tu puoi anche fregartene ma qualcuno deve pur farsi carico di questa sopravvivenza della specie, se credi che io mi diverta..”
Non sono mai soddisfatto, quando una ragazza mi piace voglio innamorarmene, quando ne sono innamorato voglio baciarla, quando l’ho baciata voglio andarci a letto e quando ci sono andato a letto voglio vivere con lei in un appartamento ammobiliato, quando vivo con lei in un appartamento ammobiliato voglio sposarla, quando l’ho sposata incontro un’altra ragazza che mi piace.
L’uomo e’ un animale insoddisfatto, esitante tra diverse frustrazioni, se le donne volessero giocare d’astuzia li negherebbero per farsi correre dietro tutta la vita. L’unica domanda in amore e’: A partire da quando si comincia a mentire? Siete sempre così felici di rientrare a casa e trovare la stessa persona che vi aspetta? Quando dite ti amo lo pensate sempre? Ci sara’ per forza è fatale un momento in cui per voi sarà uno sforzo, in cui i vostri ti amo non avranno più lo stesso sapore. Per me lo scatto è stata la rasatura, mi rasavo tutte le sere per non pungere Annie baciandola di notte e poi una sera lei dormiva già, ero uscito senza di lei fino all’alba, tipico genere di comportamento ignobile che ci si permette con la scusa del matrimonio, non mi sono rasato, pensavo che non fosse grave perché lei non se ne sarebbe accorta, invece significava semplicemente che non l’amavo più.
Questo testo, ascoltato e ragionato, mi fa terribilmente paura. E' qualcosa che ho sempre avuto timore di incontrare...essendone sempre sicura.
Mi spiego meglio : è inevitabile che una cosa del genere succeda. E' inevitabile che l'amore prima o poi finisca, che ci si ferisce, che tutto ciò che prima c'era si disfa quasi senza accorcene...e non sempre è colpa nostra.
In questo blog non penso di averne mai parlato, ma chi mi conosce nella vita di tutti giorni lo sa bene.
Io odio la convivenza e aborro il matrimonio. Uno dei motivi è proprio l'argomentazione che c'è in questo testo, altri sono il mio desiderio di libertà costante e incondizionata...più questi razionali ragionamenti.
Premettendo questo , ammetto che la curiosità di provare una convivenza c'è, alla fine mai dire mai.
Ritornando al testo, non so se mi farebbe sempre piacere sapere che al mio ritorno c'è una persona ad aspettarmi...a volte amo tornare a casa e sapere che questa è isolata e l'unica persona ad abitarla sia io insieme alle mie gattine.
Oppure non so come vivrei il dover aspettare a casa la persona che amo, preparandogli magari una cena gustosa e facendolo riposare al mio fianco, guardando un film o facendo l'amore.
Non so, magari una mezza convivenza fa al caso mio. Amo la filosofia dei ricci, non troppo vicini ma neanche troppo lontani. Ci si vede quando ci và, quando ci fa comodo, quando ne abbiamo bisogno. Sento che il bisogno dei miei spazi è fondamentale, come lo è la mia indipendenza anche se alla mia età sembra prematuro parlarne, ma a mio avviso così non è.
Voi che idea vi siete fatti?
Pensate che il matrimonio sia qualcosa da evitare o ci credete?
La convivenza che effetto vi fa?
Parliamone.

Luna.
Guardandoti, sabato sera, in un'atmosfera molto romantica mi sono persa in una miriade di pensieri.
Non riuscivo a staccarti gli occhi di dosso, continuavo a pensare e a rivolgerti una miriade di domande.
Ti ho sempre amata, diciamocelo.
Eri colei che rispecchiava il volto della persona che mi mancava,
facevamo lunghi discorsi quando ero a Vienna, ti domandavo di raccontarmi cosa faceva il ragazzo che amavo, come stava e quando l'avrei rivisto.
Mi rassicuravo che la lontananza non era poi così spaventosa, se tu cara luna, eri la stessa che ci illuminava la notte.
Ti nominavo nelle mie lettere, nelle mie poesie, ti contemplavo cercando consiglio quasi fossi una sorella maggiore che mi faceva compagnia nei momenti di solitudine.
Fino a quella sera, non ti ho più guardata.
Forse sono l'unica che non ha mai visto in te la faccia dell'uomo che sorride con una bocca sbilenca, quasi deformata dalle troppe risate che forse, ti fai alle nostre spalle.
Ho sempre rivolto a te gli occhi usandoti come lo specchio del mio reame, specchio che ho evitato di domandarti e cercare da circa tre mesi.
Sai benissimo come mi sento in questo momento, quali sono i giri mentali che mi sto facendo e che sono solita fare quando passo da una situazione all'altra.
Sono rimasta appoggiata alla roccia dura, con la testa poggiata sul mio braccio pallido a guardarti, persa nei miei pensieri, tutto quel che avevo intorno era come in pausa, stand by.
Troppe volte mi sono messa a correre così velocemente da non riuscire più a capire quale fosse l'inizio e quale la fine di una determinata situazione.
Tutto succede velocemente quando smetti di pensare per un pò di tempo...e forse è anche bello quando succede.
Non so se tornerò a rivolgerti lo sguardo,
non mi piace fermarmi a pensare ultimamente.
Ascolto la canzone, con il tuo nome, che mi dedicarono tempo fa.
Mi rispecchia, come facevi tu un tempo...o come forse fai tutt'ora, ma semplicemente non ho voglia di ammetterlo.







