Ultimamente mi ritrovo a pensare molto sulla scelta della mia facoltà.
Sembra che ogni settembre torni a pensare a quale via prendere, ed ogni anno puntualmente con gli stessi problemi e le stesse questioni.
Fino all'anno scorso la scelta era ampia, scegliere dove andare per prendere atto del mio futuro.
Ora mi sto domando se Giurisprudenza sia ciò che fa per me.
Ricordo che era l'ultima delle scelte, la meno calcolata.
Non mi sembrava di essere all'altezza, difficilmente mi vedo nelle vesti di un avvocato ( anche se so che con questa facoltà non vuol dire che debba fare per forza quel lavoro ).
La prospettiva che avevo davanti era lingue, ma studiare lingue in italia senza possibilità di andare all'estero sarebbe esclusivamente una perdita di tempo.
Io la possibilità l'avevo anche, ma era una scelta inculcatemi fin da piccola tanto che mi hai creato solo repulsione.
Avrei fatto lettere se avessi anche la benchè minima possiblità lavorativa che mi potesse garantire indipendenza e, a meno che non scriva un libro, ne vedo veramente poche.
Cosi mi ritrovo di nuovo qui a ripensarci, sto provando a fare esami e sono molto lenta.
Devo solo capire ( e in fretta ) se questa lentezza derivi dalla mancata passione o semplicemente dalla mia non costanza nello studio.
Tuttavia, ieri nonostante queste crisi di identità/facoltà, ho studiato tutta la notte per il prossimo esame.
Ho notato come l'ora tarda mi aiuti a studiare meglio, il silenzio dilaga e non c'è nessuno che possa distrarmi visto che son tutti a dormire.
L'ideale sarebbe se mio padre evitasse di svegliarmi alle sette se, causa studio, vado a dormire alle 4.
Forse non mi ritroverei con le borse sotto gli occhi e una stanchezza immane.
Mi prendo due giorni per pensare a cosa fare.
Amo i cambiamenti, ma le indecisioni mi stan altamente sul cazzo.
Sembra che ogni settembre torni a pensare a quale via prendere, ed ogni anno puntualmente con gli stessi problemi e le stesse questioni.
Fino all'anno scorso la scelta era ampia, scegliere dove andare per prendere atto del mio futuro.
Ora mi sto domando se Giurisprudenza sia ciò che fa per me.
Ricordo che era l'ultima delle scelte, la meno calcolata.
Non mi sembrava di essere all'altezza, difficilmente mi vedo nelle vesti di un avvocato ( anche se so che con questa facoltà non vuol dire che debba fare per forza quel lavoro ).
La prospettiva che avevo davanti era lingue, ma studiare lingue in italia senza possibilità di andare all'estero sarebbe esclusivamente una perdita di tempo.
Io la possibilità l'avevo anche, ma era una scelta inculcatemi fin da piccola tanto che mi hai creato solo repulsione.
Avrei fatto lettere se avessi anche la benchè minima possiblità lavorativa che mi potesse garantire indipendenza e, a meno che non scriva un libro, ne vedo veramente poche.
Cosi mi ritrovo di nuovo qui a ripensarci, sto provando a fare esami e sono molto lenta.
Devo solo capire ( e in fretta ) se questa lentezza derivi dalla mancata passione o semplicemente dalla mia non costanza nello studio.
Tuttavia, ieri nonostante queste crisi di identità/facoltà, ho studiato tutta la notte per il prossimo esame.
Ho notato come l'ora tarda mi aiuti a studiare meglio, il silenzio dilaga e non c'è nessuno che possa distrarmi visto che son tutti a dormire.
L'ideale sarebbe se mio padre evitasse di svegliarmi alle sette se, causa studio, vado a dormire alle 4.
Forse non mi ritroverei con le borse sotto gli occhi e una stanchezza immane.
Mi prendo due giorni per pensare a cosa fare.
Amo i cambiamenti, ma le indecisioni mi stan altamente sul cazzo.







